Malattie professionali

Malattie professionali in Italia: un fenomeno in crescita

Le malattie professionali rappresentano un aspetto cruciale della salute e sicurezza sul lavoro, spesso sottovalutato rispetto agli infortuni sul posto di lavoro. Tuttavia, i dati INAIL 2024 rivelano una realtà allarmante: il numero di patologie denunciate ha subito un incremento significativo, registrando un aumento del 21,6% rispetto all’anno precedente. Si passa infatti dalle 72.754 denunce del 2023 alle 88.499 del 2024, evidenziando una tendenza che impone una riflessione sulla prevenzione e sulla tutela dei lavoratori.

Le patologie più frequenti

Come negli anni precedenti, le malattie a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo continuano a essere le più diffuse. Nel 2024 si sono registrati 57.744 casi, che rappresentano il 74,7% del totale delle malattie professionali determinate. L’aumento del 21,6% rispetto ai 47.488 casi del 2023 dimostra quanto queste patologie siano una delle principali conseguenze di un ambiente di lavoro non adeguatamente ergonomico.

A seguire, le malattie del sistema nervoso sono in crescita del 15,9%, passando da 8.011 casi nel 2023 a 9.283 nel 2024, rappresentando il 12% del totale. Le patologie a carico dell’orecchio e dell’apofisi mastoide si attestano invece al terzo posto per frequenza, con 4.989 denunce nel 2024, in aumento del 12,1% rispetto ai 4.449 casi registrati l’anno precedente.

Le cause dell’aumento delle malattie professionali

Diversi fattori concorrono all’aumento delle malattie professionali in Italia. Uno dei principali è l’invecchiamento della forza lavoro, che rende i lavoratori più vulnerabili a patologie croniche legate allo svolgimento di mansioni ripetitive o all’esposizione prolungata a condizioni ambientali sfavorevoli. Inoltre, la digitalizzazione e l’uso intensivo di dispositivi elettronici stanno contribuendo all’aumento di patologie legate allo stress lavorativo, all’affaticamento visivo e ai disturbi muscolo-scheletrici.

Anche l’esposizione a fattori di rischio chimici e fisici continua a essere un problema significativo in determinati settori industriali. Le sostanze tossiche, il rumore e le vibrazioni possono provocare danni irreversibili alla salute dei lavoratori, spesso manifestandosi con anni di ritardo.

La necessità di una maggiore prevenzione

Per far fronte a questa emergenza, è necessario rafforzare le politiche di prevenzione all’interno delle aziende. Un ruolo chiave è svolto dalla formazione continua dei lavoratori e dei datori di lavoro, affinché siano consapevoli dei rischi e adottino comportamenti corretti per ridurli.

Investire in ergonomia, attrezzature adeguate e buone pratiche lavorative può ridurre sensibilmente l’incidenza delle malattie professionali. Inoltre, la sorveglianza sanitaria periodica è essenziale per diagnosticare precocemente le patologie professionali e prevenire il loro aggravamento.

L’aumento delle malattie professionali registrato nel 2024 deve rappresentare un campanello d’allarme per istituzioni, aziende e lavoratori. Solo attraverso un impegno congiunto, volto a migliorare le condizioni di lavoro e a promuovere la cultura della prevenzione, sarà possibile invertire questa tendenza e garantire un ambiente lavorativo più sicuro e salubre per tutti.

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